Campi di frumento ed erba medica si alternano a rigogliosi frutteti dove maturano al sole mele, pere, ciliegie e prugne succose e dove in mezzo a boschi ombroso ricchi di flora autoctona e di castagni secolari, si snodano sentieri che portano ad antichi borghi. Piccoli borghi di pietra dove, a volte, il tempo sembra essersi fermato e dove un’antica storia viene svelata da misteriose rocche, vetuste torri e pievi secolari.

Tutto ciò è la Val di Nizza, una valle che, attraversata dal torrente omonimo, affluente del torrente Staffora, si stende nel territorio dell’alta collina del nostro Oltrepò Pavese e che nel comune di Val di Nizza raccoglie numerose frazioni ognuna delle quali ha una storia da raccontare. Prima fra tutte quella di Oramala su cui svetta la massiccia rocca malaspiniana sede nel medioevo di una “corte d’amore” in cui poeti provenzali cantavano la bellezza delle giovani dame le nobiltà dei potenti marchesi.

Per chi fosse interessato abbiamo parlato in questi articoli del Castello di Oramala:

Il Castello Di Oramala E La Corte D’Amore Nell’Oltrepò Medievale
Il Castello Di Oramala: La Storia Da Ieri Ad Oggi

E ad ogni ramo locale dei Malaspina apparteneva l’altro Castello (di cui oggi rimangono solo i resti di una possente torre) della Val di Nizza, quello di Casarasco.

Le origini del Castello di Casarasco sono molto antiche (IX° secolo) e, come per tante altre località della valle, si legano al potente Monastero di San Colombano di Bobbio, di cui era un possedimento. Ma la storia di questo castello di lega anche all’Abbazia di S.Alberto di Butrio perchè una leggenda vuole che S. Alberto compisse un miracolo ridando la parola al giovane figlio sordomuto dell’allora signore di Casarasco. Fu forse come ringraziamento per quel miracolo che nel 1080 Gosberto di Casarasco donò i beni da lui posseduti nel castello dell’Abbazia di Butrio. A ricordare che signori di questo antico castello furono i Malaspina, sul lato sinistro del robusto torrione, che in origine doveva essere molto più alto, c’è una lastra in arenaria sulla quale sono incisi due rami spinati separati da una croce, sicuro riferimento allo stemma malaspiniano.

Potrete incontrare i resti del Castello di Casarasco percorrendo il Sentiero delle Fontane, un percorso ad anello di circa 7 chilometri che ha come punto di partenza e arrivo Poggio Ferrato, altra frazione di Val di Nizza. Le sei fontane che si incontrano lungo il sentiero sono quelle che, con tanta fatica, gli abitanti della valle hanno costruito nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento per canalizzare l’acqua delle tante sorgenti disseminate nel territorio, acqua preziosa per la vita di uomini, donne e bestiame dopo pesanti giornate di lavoro nei campi o a lavare i panni dei lavatoi.

E sono sentieri, questi, che hanno visto gli allevatori passare col loro bestiame per recarsi al mitico mercato di Varzi per scambiare, vendere e comprare in un tempo in cui bastava una stretta di mano a sancire una compravendita.

Per chi fosse interessato a conoscere la storia del Mercato di Varzi, vi lasciamo qui sotto l’articolo:

Il Mercato Del Bestiame Di Varzi Simbolo Della Civiltà Agraria Di Ieri

In quasi ogni frazione di Val di Nizza si possono ammirare chiese ed oratori. A Casa Ponte, in posizione isolata e contornata da un vasto insediamento rurale abbandonato, sorge, sulla strada per Poggio Ferrato, l’antica Chiesa di San Paolo Apostolo risalente al VIII° Secolo e anticamente ricca pieve facente parte dei possedimenti del Monastero di Bobbio, con terreni coltivati a grano, a vigne e a pascolo. Era inserita nel territorio della “Corte di Verde” così come il più antico oratorio della Val di Nizza, l’Oratorio di S.Ilario, oggi nella frazione di S. Albano. Risalente al IX° secolo l’oratorio compare infatti nell’elenco delle proprietà del Monastero bobbiese dell’anno 862. Ristrutturato a metà del secolo scorso dell’antico oratorio sono ancora visibili le vecchie fondamenta. Anche la frazione di S.Albano con la sua antica chiesa risalente al IX° secolo, seppur ristrutturata, lega la sua storia al Monastero di Bobbio di cui era un possedimento fin dall’862 con il nome di Sancti Albani Candubrium, ricca corte con terreni coltivati a pascoli.

Questi ed altri tesori conserva la Val di Nizza e, se siete amanti delle passeggiate nella natura, potrete incontrarli tutti percorrendo i diversi sentieri che attraversano questo bel territorio.

Sul sito www.amicidipoggioferrato.com potete trovare informazioni e mappe dei numerosi sentieri. Fra essi troverete non solo il Sentiero delle Fontane di cui vi abbiamo accennato, ma anche il Sentiero degli Oratori che in un itinerario di circa 14 chilometri collega la Chiesa di San Paolo Apostolo a Casa Ponte con alcuni Oratori ad essa dipendenti come quello di S.Giulio a Poggio Ferrato risalente al XI°-XII° secolo.

Il Sentiero delle Carbonaie è, invece, un anello di circa 13 chilometri che ha come punto di partenza e arrivo S.Albano e che, toccando il borgo di Oramala, attraversa i boschi dove in tempi remoti l’uomo realizzava le “carbonaie”, una tecnica per trasformare la legna in carbone.

Non mancate di visitare la Val di Nizza dove natura, panorami e borghi antichi ricchi di storia fanno di questo angolo dell’Oltrepò Pavese un piccolo tesoro da non trascurare.

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.