Nello scorso articolo dedicato a I 10 Posti da vedere assolutamente in Oltrepò Pavese nel 2021 , non abbiamo incluso la Valle Versa, la zona dell’Oltrepò Pavese orientale sul confine con la Provincia di Piacenza. Questo perchè la Valle Versa racchiude alcuni speciali tesori e, per questo motivo, abbiamo voluto dedicare un articolo tutto per lei!

Il nostro Oltrepò Pavese è percorso da numerosi torrenti che lo dividono in altrettante valli ognuna delle quali ha le sue peculiarità. Una di queste valli è la Valle Versa che segna il confine orientale dell’Oltrepò. Al di là c’è già la provincia di Piacenza.

Da Stradella la valle percorsa dal torrente Versa, si restringe sempre più fino al luogo dove il corso d’acqua ha origine. E se nella bassa e media zona della valle ad occupare il paesaggio sono le distese ordinate dei vigneti da cui provengono gli ottimi vini del territorio, nella zona più alta ci sono boschi, pascoli e panorami mozzafiato.

La strada provinciale che da Stradella si addentra nella valle è la direttrice da cui si diramano le strade che portano a colli e borghi noti. Se non conoscete questa zona dell’Oltrepò Pavese e se apprezzate i piccoli e tranquilli borghi in cui trovare testimonianze di un glorioso passato abbinato ad affascinanti paesaggi, ad eccellenze enogastronomiche e a sentieri da percorrere, la Valle Versa fa per voi.

In attesa che i cromatismi di questo triste periodo lascino il posto solo al verde della natura e al blu del cielo, ecco le 10 cose da scoprire in Valle Versa!

#1 Il Museo della Fisarmonica “Mariano Dallapè” a Stradella

Inaugurato il 20 Maggio 1999 il museo ha l’obiettivo di conservare la memoria di un esaltante periodo storico che rese nota la città di Stradella in tutto il mondo e di testimoniare la genesi della Fisarmonica e le vicende attinenti le 44 fabbriche esistite in città fin dal lontano 1876, prima fra tutte quella di Mariano Dallapè.

Nel museo è conservata un’ampia collezione di strumenti e pezzi unici come l’Accordion prodotto a Stradella nel 1871 proprio da Mariano Dallapè con materiali di fortuna. La tela del mantice è tratta da una vecchia camicia e i bottoni da pomellini di mobili. C’è anche l’Organfisa Liturgica del 1941 che il maestro Gianfelice Fugazza suonò davanti a Papa Pio XII°, uno strumento dalla strabiliante voce d’organo.

Il Museo si trova a Palazzo Garibaldi in Via Montebello 2.

L’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 ha interrotto gli eventi e le visite ma, non appena sarà possibile, riprenderanno. Per questo motivo tenetevi aggiornati tramite il sito ufficiale del comune della Città di Stradella:

Sito Web: https://www.comune.stradella.pv.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/163

Per saperne di più sulla storia della Fisarmonica di Stradella: https://narrandoltrepo.it/mariano-dallape-e-le-fisarmoniche-di-stradella/

Approfondimento sulle tradizioni musicali dell’Oltrepò Pavese: https://narrandoltrepo.it/le-tradizioni-musicali-nel-cuore-delloltrepo-pavese-montano/

Fotografia: VisitPavia

#2 Il Teatro Dardano a Montù Beccaria

Vi piacerebbe andare a Teatro, uno storico, immerso in un bellissimo borgo in campagna? a Montù Beccaria si può!

Montù Beccaria si trova al culmine di un’altura e nel nome rievoca sia la natura del luogo su cui sorge sia la storia che lo ha legato per secoli al potente casato pavese dei Beccaria. Oltre al castello del XII° secolo, ora adattato a palazzo signorile e a residenza privata, Montù Beccaria possiede un delizioso teatro, il Teatro Dardano.

Costruito in stile decò su disegno dell’architetto Antonio Rovati, il teatro fu inaugurato il 2 Aprile 1902 con l’opera lirica “Don Pasquale” di Donizetti eseguita dagli orchestrali del Teatro Fraschini di Pavia. Nel 1907 vi fu installata la “Lanterna Magica“, prima macchina ideata per la proiezioni di immagini in movimento. Il teatro era di proprietà della “Società del Teatro” ma negli anni successivi divenne proprietà privata passando da proprietario in proprietario fino ad arrivare all’ultimo, Natale Dardano.

Dopo 40 anni di chiusura una convenzione fra la famiglia Dardano e il comune di Montù Beccaria ha portato al restauro del teatro e alla sua riapertura al pubblico dal 2013. Un vero e proprio gioiellino da visitare assolutamente e frequentare appena possibile.

Il Teatro Dardano si trova in Piazza Umberto I° a Montù Beccaria. L’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 ha interrotto gli eventi e le attività ma, non appena sarà possibile, riprenderanno. Per questo motivo tenetevi aggiornati tramite il sito ufficiale del Teatro:

Sito Ufficiale: https://www.teatrodardano.it/

Pagina Facebook del Teatro: https://www.facebook.com/teatro.dardano

Articolo di approfondimento su Montù Beccaria: https://narrandoltrepo.it/montu-beccaria-un-feudo-un-pizzico-di-leggenda-e-tanto-buon-vino/

Fotografia: Facebook Teatro Dardano

#3 Il Museo del Cavatappi di Montecalvo Versiggia

Il comune di Montecalvo Versiggia si trova in Alta Valle Versa ed è al centro delle “Terre del Pinot“. Proprio per questa sua vocazione alla coltivazione dell’uva e della produzione di vini, il comune ha voluto valorizzare la sua storia e il suo patrimonio vitivinicolo inaugurando il 15 Luglio 2006 il primo Museo del Cavatappi aperto in Italia da un ente pubblico.

Nel museo sono esposti ben 200 cavatappi che sono databili dai primi del ‘400 ai giorni nostri. Sono cavatappi dalle fogge più diverse e di diverse provenienza come i cavatappi inglesi e francesi. Ci sono cavatappi a forma di maialino la cui coda costituisce il “verme” a forma di putto.

Il Museo del Cavatappi si trova in un edificio annesso alla chiesa parrocchiale di S. Alessandro.

L’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 ha interrotto gli eventi e le visite ma, non appena sarà possibile, riprenderanno. Per questo motivo tenetevi aggiornati tramite il sito ufficiale del Comune di Montecalvo Versiggia:

Sito Web: http://www.comune.montecalvo.pv.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/museo-del-cavatappi-24916-1-a3ed923885430a8671468fddd6e0910e

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/MuseoCavatappiMontecalvoVersiggia/

Fotografie: Facebook Museo Cavatappi

#4 Il Tempio del Moscato di Volpara

Volpara è un piccolo borgo che sorge sulle pendici che salgono verso il crinale al confine con il territorio piacentino. Capitale indiscussa del moscato gli ha dedicato un Tempio.

Si tratta di un piccolo oratorio campestre sconsacrato e risalente al XVII° secolo al cui interno è stato allestito uno spazio per attività di promozione territoriale. Ristrutturato dal Comune di Volpara nel 1999 e inaugurato nel 2002, il Tempio del Moscato, accoglie i visitatori proponendo degustazione di vini tipici dell’Oltrepò Pavese accompagnati da taglieri di salumi e formaggi. Non mancano torte e ciambelline da intingere nel moscato. Nell’area attorno al vecchio oratorio il Comune di Volpara ha allestito un anfiteatro d’erba in cui dal 2011, d’estate, si svolgono diversi generi di manifestazioni, dalle operette alle commedie recitate da compagnie dialettali. Il tutto con una stupenda vista!

L’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 ha interrotto gli eventi e le attività ma, non appena sarà possibile, riprenderanno. Per questo motivo tenetevi aggiornati tramite il sito ufficiale e la pagina Facebook:

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/iltempiodelmoscato

Comune di Volpara: http://www.comune.volpara.pv.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere/tempio-del-moscato-sec-xvii-ex-oratorio-27017-1-cf0b73d4ba718273688e3e76c8347403

Fotografie: Tripadvisor

#5 Golferenzo, dove la convivialità è di casa

Golferenzo è un piccolo e suggestivo borgo di pietra attorniato da vigneti che producono ottimi vini, riesling e pinot fra tutti. Anticamente possedimento del Monastero di San Colombano di Bobbio, fu per secoli feudo dei Belcredi. Conserva i resti di una torre dell’antico castello, torre che si pensa servisse da prigione perchè al suo interno sono stati ritrovati dei ceppi di tortura. Nel piccolo borgo di pietra si tengono ogni anno due eventi enogastronomico molto apprezzati: Saxbere nel mese di Giugno e Convivium nel mese di Luglio. In questo occasioni dal tramonto a notte inoltrata piatti gourmet e vini pregiati si incontrano sullo sfondo dei suggestivi cortili del borgo romanticamente illuminati dalla luce delle candele.

L’emergenza sanitaria per la pandemia di Covid-19 ha interrotto gli eventi e le attività appena menzionate ma, non appena sarà possibile, riprenderanno. Per questo motivo tenetevi aggiornati tramite il sito ufficiale e la pagina Facebook:

Comune di Golferenzo: http://www.comune.golferenzo.pv.it/it-it/home

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/saxbere.golferenzo

Articolo di approfondimento su Golferenzo: https://narrandoltrepo.it/golferenzo-un-antico-borgo-dove-la-convivialita-e-di-casa/

#6 Canneto Pavese: sulle tracce delle antiche rocche

Canneto Pavese si erge in uno dei punti più panoramici della zona ed è diviso in minuscole frazioni adagiate sulle vette dei piccoli poggi arrotondati che dominano la riva destra del torrente Versa. Il nucleo storico del piccolo borgo era un tempo costituito da un sistema di difesa collegato a ben due rocche, quella di Montuè e quella di Malpaga. Della rocca di Montuè, risalente all’XI° secolo e quasi completamente distrutta negli anni ’20 del secolo scorso, restano solo dei ruderi ma un tempo era un grande castello che, si dice, avesse 365 finestre, una per ogni giorno dell’anno. Nel 1818 ospitò anche una regina, Carolina, moglie di Giorgio IV° si Hannover durante un viaggio che le costò l’accusa di infedeltà al marito. Della rocca di Malpaga del XIV° secolo rimangono resti di una torre in mattoni a vista all’interno della tenuta Malpaga.

Sito Web Tenuta Malpaga: http://www.malpaga.com/

#7 Il borgo di Soriasco e la torre più alta della valle

Soriasco è un piccolo borgo oggi frazione di Santa Maria della Versa ma fino all’ultimo decennio dell’800 era sede comunale. Antico insediamento di origine romana venne munito già nel’ XI° secolo di una “fortezza” eretta sulla sommità di un colle e costituita da una vasta cinta di mura rinforzate da ben 12 torri.

L’insieme comprendeva anche un castello distrutto nel 1215/1216 dai piacentini e mai più ricostruito. Sono ancora visibili nel centro storico i resti della cinta muraria e di alcune torri. Una di queste torre di guardia, costruita nel XII° secolo, è oggi la maggiore presenza fortificata del luogo. Alta più di 20 metri ha pianta quadrata, presenta sulla sommità un fregio in cotto che sottolinea la merlatura su cui si appoggia un tetto a falde.

#8 La Pieve della Madonna dell’Uva di Montecalvo Versiggia

Su un piccolo colle ad ovest della strada che unisce le frazioni di Crocetta e Colombato nel comune di Montecalvo Versiggia, sorge la Pieve della Madonna dell’uva risalente al XII° secolo. Quello che possiamo vedere oggi è quanto è rimasto dell’antica chiesa parrocchiale di Montecalvo Versiggia, intitolata come l’attuale a S. Alessandro Martire. Quando nel 1717 fu benedetta l’attuale chiesa parrocchiale, la Casa Vecia, come la chiamano gli abitanti della zona, cessò di essere usata se non per il rito delle rogazioni negli anni ’60. Caduta in disuso venne restaurata negli anni ’80 e il pittore Delfitto la decorò con un affresco che rappresenta, appunto, la Madonna dell’Uva.

L’affresco andava a sostituire un dipinto, purtroppo rubato, dello stesso tema ed opera del famoso pittore della “ScapigliaturaTranquillo Cremona, amico di Carlo Alberto Pisani Dossi la cui famiglia era proprietaria del castello di Montecalvo Versiggia e patrona della chiesa. Oggi nell’antica chiesa ha luogo una suggestiva fiaccolata in occasione della chiusura delle celebrazioni mariane nel mese di Maggio e a fine Vendemmia vi si celebra la giornata del ringraziamento.

#9 La poesia del borgo di Canevino

Canevino è un piccolo borgo arroccato su un colle boscoso che domina la vallata sottostante e il cui crinale separa la Valle Versa dalla Valle Scuropasso. Sulla sommità del colle, in una posizione fra le più panoramiche di tutto l’Oltrepò, si erge la Chiesa parrocchiale dedicata all’Assunta. Alla chiesa si giunge per una ripida salita o salendo un’altrettanto ripida scala e passando accanto al bassorilievo che ricorda un miracolo avvenuto nel 929 quando, al passaggio delle spoglie di S. Colombano di Bobbio portate in processione verso Pavia dai monaci del monastero bobbiese, un bimbo muto dalla nascita riacquistò la parola.

Da Canevino, per gli appassionati delle camminate, si dipartono sentieri attraverso i boschi e i calanchi di arenaria.

Articolo di approfondimento su Canevino: https://narrandoltrepo.it/colli-verdi-il-nuovo-comune-in-oltrepo-pavese/

Articolo di approfondimenti sul viaggio delle spoglie di San Colombano: https://narrandoltrepo.it/un-viaggio-attraverso-loltrepo-di-oltre-mille-anni-fa/

#10 La Via degli Abati

Se siete amanti del trekking, delle camminate in mezzo alla natura, la Via degli Abati fa per voi!

La via degli Abati è un tracciato di circa 190 Km che collega Pavia con Pontremoli ed è una delle varianti della Via Francigena. E’ il cammino che gli abati del Monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere la città di Pavia. Proprio in Valle Versa si svolge una parte di questo percorso che, dopo aver lasciato Pavia, attraversato il fiume Po al ponte della Becca ed essersi lasciato alle spalle Broni, sale attraverso i vigneti fino a Colombarone, una delle frazioni di Canneto Pavese. Il percorso è segnalato con il logo “VA” (Via degli Abati) e proseguendo per Castana e altri piccoli borghi fra panorami che spaziano dalla Valle Versa alla Valle Scuropasso, con vedute sui castelli di Cigognola e di Pietra de Giorgi, giunge a Canevino il cui monumento a San Colombano testimonia proprio il passaggio dei monaci bobbiesi nel lontano 929.

Da Canevino la Via degli Abati entra in territorio piacentino.

Per informazioni dettagliate sulla Via degli Abati consultare il sito dell’omonima associazione: https://www.viadegliabati.com/

Approfondimento e racconto, tappa per tappa: https://narrandoltrepo.it/percorrendo-la-via-degli-abati-passando-per-loltrepo-pavese-di-elisa-tosi/

Itinerario proposto, tappa per tappa: https://narrandoltrepo.it/percorrendo-la-via-di-san-colombano-da-pavia-a-bobbio-passando-per-loltrepo/

Fotografia di copertina: Montecalvo Versiggia

 

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Roberta Tavernati

Roberta Tavernati

Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione Interculturale e Multimediale all'Università degli studi di Pavia, nel 2012, con una tesi sulle Tecniche Cinematografiche 3D e il Motion Capture. Nello stesso anno ho aperto la mia azienda di apicoltura, MielOrum, con punto vendita a Casteggio. Da sempre, le mie passioni sono i computer, la grafica, la scrittura e la fotografia. Queste ultime, in particolare, insieme all'amore per il mio territorio, mi hanno motivata ad aprire questo blog.